Ritmica per danzatrici: parte 1

Ciao!

Con questo articolo vorrei metterti a disposizione parte del materiale sulla ritmica che ho realizzato per il Corso di formazione insegnanti di danza orientale 1° livello, da me svolto a luglio 2012 presso il circolo Zagharid di Milano e condotto da Jamila Zaki.

Due erano i “compiti” da preparare per l’incontro finale di settembre:
1) Creare una coreografia di danza del ventre livello base da insegnare alle colleghe presenti (vedi fotto sotto) tutte insegnanti di cui alcune già esperte, per l’occasione nei panni di principianti particolarmente insicure e maldestre 🙂
2)  Portare una tesina scritta su un argomento a piacere, ovviamente legato alla danza orientale.

Iniziamo dalla mia coreografia!

Eccola qua. Le riprese sono state fatte nel mio studio, spero che ti piaccia.

Se vuoi utilizzarla o prendere spunto fai pure… l’ho trascritta nel dettaglio in questo PDF Coreo 1 Gourya, in cui ho elencato anche i movimenti e i passi base necessari per poterla danzare.

Il senso di questa coreografia per principianti, anche seguendo le indicazioni avute da Jamila, non è tanto quello di “accumulare” movimenti a caso slegati dal programma del corso, quanto quello di riunire in un’unica grande sequenza (ben costruita sulla musica e bella da vedere) le diverse cellule di movimenti studiate a lezione, tramite un lavoro di progressivo collegamento e adattamento.

Così facendo la coreografia si forma quasi da sé, unendo i tanti piccoli pezzettini che si vengono a creare col tempo in un continuum naturale rispetto all’evolversi del corso.

Se ti organizzi le lezioni in questo modo, non solo sei avvantaggiata tu come insegnante perché puoi gestire al meglio la programmazione, ma anche le tue allieve hanno maggiori possibilità di acquisire basi solide per proseguire la loro formazione.

Ma veniamo ora alla tesina. Eccola qua 🙂

Tesina sulla ritmica

Argomento bello tosto. Confesso che durante la stesura sono andata in crisi varie volte. Mi sentivo come sommersa dalla complessità dell’argomento e allo stesso tempo incapace di prendere una direzione precisa in rapporto alle finalità che mi ero prefissa.

Comunque alla fine ce l’ho fatta, il progetto nella sua prima versione ha preso la luce, e al momento ho già iniziato a sperimentarlo nei miei corsi con effetti e risultati interessanti.

L’idea di base deriva prima di tutto dalla decisione di dedicarmi a un progetto pratico e concreto, in maniera tale da aumentare gli strumenti a mia disposizione per rendere le lezioni più efficaci, interessanti e personalizzate.

Allo stesso tempo, con questo lavoro ho cercato di trovare alcune possibili risposte a una problematica che ho notato davvero tante volte ai corsi di danza orientale frequentati in questi anni.

Di cosa sto parlando? Come si può intuire dal titolo, si tratta di un problema connesso con la percezione ritmica: ovvero ho notato come molte allieve hanno difficoltà a tenere il tempo, sia durante l’esecuzione di singoli movimenti sia nell’insieme di una sequenza di passi più elaborata, singolarmente o in gruppo. Non solo principianti, ma anche allieve più esperte. In fondo, chi di noi si può considerare del tutto “immune” da questo problema? Soprattutto se non ci si è mai lavorato?

In realtà ho individuato tre ordini di problemi:

A) il primo, più evidente soprattutto nei corsi base, riguarda la difficoltà a eseguire i passi/movimenti sul tempo mantenendoli regolari e costanti per tutta la durata richiesta.

B) Il secondo, un po’ meno marcato ma altrettanto importante, riguarda la capacità di “stare sul tempo”, intesa come la capacità di distribuire omogeneamente i movimenti nell’intervallo di tempo a disposizione, soprattutto in riferimento ai movimenti più fluidi e ampi.

C) L’ultimo, di natura più culturale, è una diffusa incapacità a riconoscere il ritmo arabo del brano che si sta danzando. Tranne alcuni casi, dobbiamo ammettere che numerose allieve non riescono facilmente a distinguere i principali ritmi arabi utilizzati per la danza. Questo scenario non è molto incoraggiante, considerato il peso che l’aspetto ritmico riveste nella musica e nella danza araba.

Nelle mie intenzioni non ho voluto più di tanto soffermarmi sulle possibili cause di queste difficoltà, limitandomi a elencare alcuni approcci non produttivi, tipo una scarsa concentrazione sull’argomento durante la lezione, la limitata disponibilità a un ascolto attivo e consapevole della musica, la sedentarietà della maggior parte delle persone adulte che non è certo amica della fisicità insita nel ritmo, e probabilmente anche il privilegiare la percezione sensoriale visiva a discapito della percezione auditiva e cinestesica.

Nel progetto ho invece dedicato quasi tutti i miei sforzi alla costruzione di un possibile percorso didattico da inserire in un corso di danza orientale per favorire il miglioramento delle abilità ritmiche delle partecipanti.

Tramite specifici esercizi da eseguire a lezione (es. 5 minuti alla settimana) che combinano:

  • l’ascolto della musica
  • l’uso del battito delle mani e dei piedi
  • varie attività di rilassamento, concentrazione e tonificazione muscolare
  • l’esecuzione di movimenti specifici della danza orientale e non

dovremmo poter rafforzare l’ascolto ritmico e la traduzione degli stimoli uditivi in attività motorie in armonia con il ritmo.

Il miglioramento di questi aspetti dovrebbe rendere migliore l’esecuzione dei movimenti specifici della danza a livello individuale e la sincronia a livello di gruppo.

Rhythmic body consiste dunque in un lavoro suddiviso in 6 capitoli molto densi e 29 esercizi accuratamente descritti, ognuno dei quali arricchito di almeno 3-4 variazioni che combinate tra loro ci danno un numero praticamente infinito di possibilità.

Cosa ho utilizzato per preparare tutto questo?

Fondamentalmente ho utilizzato testi specifici per l’apprendimento e il perfezionamento musicale (che in casa mia ovviamente abbondano), adattando i relativi esercizi in maniera opportuna, di altri materiali inerenti la danza e più in generale l’animazione e la motricità, nonché delle mie esperienze personali nella danza e nella musica.

Senza aver la pretesa di esaurire un argomento così ampio e complesso, ritengo però di aver proposto una possibile modalità di operare che sicuramente avrà impatti positivi sul mio corso, e certamente non mi fermo qui.

Ho ancora un’ampia bibliografia da consultare e numerose sperimentazioni da compiere… Il progetto continua: stay tuned perché siamo solo all’inizio!

Nei prossimi articoli cercherò di realizzare una sintesi dei vari capitoli, in maniera tale da fornirti alcuni elementi per decidere se inserire alcuni di questi esercizi nelle tue lezioni, motivandoti le finalità teoriche e mostrandoti l’ordine logico e progressivo che sta alla base del percorso.

Tuttavia, per darti fin da subito un assaggio del lavoro, ora ti saluto con un esercizio che ti riporto qui sotto come è descritto nella mia tesi. Tanto semplice e apparentemente banale quanto rivelatore…

ESERCIZIO 2 (tratto dal Cap.3 Percezione della pulsazione)

Finalità: Utile per iniziare il lavoro sulle ritmiche, prendendo confidenza con il battito delle mani.

Preparazione: Utilizzare una musica ballabile non troppo veloce. Disporsi in cerchio sedute, chiudere gli occhi e concentrarsi sull’ascolto e sulle proprie sensazioni.

Esecuzione: Battere le mani tutte assieme sulla pulsazione di base (ovvero i quarti), puntando a ottenere la massima regolarità possibile.

Focus

  • Ricercare un suono delle mani caldo, omogeneo e costante.
  • Mantenere la sincronia con il gruppo
  • Tenere il viso e il corpo rilassato, evitando tensioni a schiena, braccia o gambe.

Varianti

  1. Eseguire l’esercizio in piedi, sempre stando ferme.
  2. Provare a diverse velocità, da lente a più veloci.
  3. Provare a battere gli ottavi, ovvero 2 battiti per ogni pulsazione.
  4. Variare la timbrica dei battiti: es. una sola mano sulla coscia (prima la dx poi la sx), poi le due mani alternate battendo sempre sulle cosce.
  5. Battere le mani sulla pulsazione camminando liberamente nello spazio, ognuna nella direzione che preferisce (in circolo, all’indietro, a spirale ecc.), avendo cura di mantenere il battito delle mani sempre costante e regolare, con un suono omogeneo.

Prova a farlo a lezione per almeno un paio di minuti e osserva le tue allieve, cerca di ascoltare i suoni prodotti, verifica se le indicazioni fornite dal Focus sono rispettate… e poi sappimi dire!!

A proposito, che tu sia insegnante o danzatrice, come ti senti in rapporto al ritmo?

Alla prossima,
anna

P.S. Ecco la foto di gruppo a Milano in cui brindiamo al corso felicemente concluso!

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