Ritmica per danzatrici: parte 2

Anche questo articolo, come il precedente, è dedicato a sintetizzare e rendere fruibile il lavoro che ho svolto per il corso insegnanti di danza orientale, dedicato al “corpo ritmico”.

In particolare qui mi focalizzo sul primo capitolo della tesina, intitolato “Basi del lavoro”, dedicato a individuare gli elementi necessari per migliorare la percezione ritmica generale e impostare così un percorso di lavoro in 3 passi o fasi principali e i relativi esercizi pratici.

Nel post ho voluto inserire anche un accenno alla respirazione (cosa c’è di più ritmico della respirazione?!) e in particolare un paio di esercizi dagli interessanti benefici psicofisici nonché ritmici!

Il ritmo è presente ovunque nell’universo e in qualsiasi fenomeno naturale…  Gli stessi suoni sono prima di tutto vibrazioni caratterizzate ognuna da uno specifico ritmo. L’essere umano è impregnato di ritmo fin dalla nascita (in realtà fin dal ventre materno), come si può riscontrare osservando i giochi infantili e le varie sfaccettature in cui si manifesta la vita del bambino.

Secondo Jacques Dalcroze “il ritmo stesso arriva al cervello tramite l’orecchio e si traduce in impulsi muscolari, quindi il ritmo è un fenomeno uditivo-muscolare”. E ancora: “Il ritmo è una corrente vitale che si manifesta grazie al nostro sistema nervoso e muscolare; è la propulsione fisiologica che sta alla base di ogni espressione artistica” (cit. in Willelms, L’Orecchio Musicale vol.1).

E infatti il ritmo provoca una reazione diretta e spontanea in quasi ogni individuo, tanto che a volte in certe situazioni dobbiamo fare qualcosa per reprimere o per lo meno limitare i movimenti che l’ascolto di una musica ritmica suscita!

Musica e danza hanno bisogno di un cuore (o di un tempo) regolare. Tale tempo può accelerare o rallentare in certi momenti e in maniera voluta, al fine di creare determinati effetti, ma sempre a senso e coscientemente, e questo implica la presenza di una sensazione di base costante e regolare. L’obiettivo di una (ri)educazione al ritmo riguarda quindi concetti come la percezione del tempo e della pulsazione di fondo, nonché la familiarizzazione con le formule ritmiche più comuni.


Definizioni utili

Pulsazione
Linea costituita da battiti o pulsazioni regolari sopra la quale si sviluppa il ritmo. Corrisponde al battito delle mani, al tic-tac dell’orologio o anche al battito del cuore.

Frequenza (della pulsazione)
Frequenza media della pulsazione di base. Generalmente un adulto si sente a proprio agio con un tempo di metronomo vicino a 75. Nei ritmi principali della danza orientale la pulsazione è spesso costituita dalla figura della semiminima, per cui si dice che la semiminima vale un tempo.

Accento
Pulsazioni che differiscono dal complesso di tutte le altre perché concentrano un’energia più intensa (sensazione di appoggio, maggior intensità). I tempi più forti possono essere marcati con un colpo più forte delle mani o dei piedi, senza esagerare e sempre mantenendo un certo grado di musicalità. Esagerare il movimento inoltre può far perdere il tempo.

Battuta
Ciclo di battiti uniformi e ricorrenti, percepibili grazie all’alternanza di accenti forti e deboli. Ogni battuta è separata dalle altre da stanghette.

Crusi
Un movimento crusico corrisponde a una melodia che inizia in battere.

Anacrusi
In musica ciò che precede il primo tempo di una battuta, quindi nella danza è un movimento che prepara il movimento.


Tre passi per uno sviluppo ritmico

Distinguiamo tra:
1.  Una successione regolare di battiti (suonati o sottintesi) corrispondenti alla nozione di pulsazione che per la sua regolarità impregna ascoltatori e musicisti, creando un effetto ipnotico e portando il corpo alla danza.

2.  Sequenze regolari di pulsazioni che creano dei cicli, corrispondenti all’idea di misura o battuta.

3.  Specifiche figure ritmiche innestate su tali cicli, dalle più semplici alle più complesse, il cui effetto viene percepito in rapporto alla misura. Inoltre, attraverso l’accentazione di alcune parti del ritmo si possono ottenere delle poliritmie, ovvero ritmi (accenti) sui ritmi.

Anche se non sempre di facile individuazione, la differenza tra questi 3 aspetti ci permette di stabilire una base di lavoro semplice ed efficace:

1.  Chi danza deve essere in grado di stabilire e percepire la pulsazione regolare e di mantenerla come riferimento per tutta la durata del brano. Deve impregnarsi della pulsazione nel più profondo di sé, affinché ogni gesto sia iscritto nell’ambito di questa pulsazione.

2.  Deve essere in grado di percepire l’organizzazione in misure di un brano, riuscendo a individuare il battito iniziale (corrispondente all’inizio del ciclo) e la propria collocazione all’interno di questi cicli o misure ripetitive. È un’abilità non “intellettuale” che però può essere migliorata e sviluppata con la pratica.

3.  Deve conoscere e percepire gli accenti e le figure ritmiche in rapporto alla pulsazione e tra di loro. Nella fattispecie della danza orientale si tratta quindi di acquisire familiarità con i ritmi arabi, decifrando il pattern di base sottostante (es. ritmo maksoum), scavando sotto la melodia e le eventuali variazioni ritmiche che caratterizzano il brano considerato.

Date le nozioni di base di una buona percezione e concezione ritmica, nei capitoli centrali della tesina propongono un percorso mirato e progressivo per sviluppare e migliorare queste abilità. Il tutto è organizzato in ordine sequenziale rispetto ai tre obiettivi di cui sopra, ma l’esperienza pratica mi sta incoraggiando a sperimentare gli esercizi in maniera trasversale o circolare, passando da un argomento molto generico a uno ritmicamente più specifico anche nella stessa lezione, se necessario.

Un’ulteriore abilità, molto utile soprattutto per la costruzione coreografica ma anche per l’improvvisazione, riguarda una sensibilità a cogliere quando sono trascorse X battute (in genere almeno 8), ovvero cicli ripetitivi di frasi. Anche questa sensibilità si sviluppa con il tempo fino a divenire quasi naturale, maturata la capacità di orientarsi all’interno di un brano e di percepirne la struttura ritmica di fondo.


Principali figure musicali utilizzate*

Figure-ritmiche

* Con questa tabella (che riporta semplicemente le figure da me utilizzate per una comoda trascrizione degli esercizi) non intendo asserire più o meno implicitamente che per insegnare danza orientale sia necessario conoscere la teoria della musica occidentale… ma se si vuole approfondire il discorso ritmico ed essere in grado di guidare un gruppo di allieve, certamente aiuta!


La respirazione

Nella sua alternanza di inspirazione ed espirazione, la respirazione si configura come atto ritmico per eccellenza. L’inspirazione viene solitamente collegata alla tensione mentre l’espirazione al rilassamento, per questo viene suggerito di  cercare inspirazioni brevi ed espirazioni lunghe.

L’inspirazione è considerata la prima funzione egemonica, ovvero la prima tra le funzioni vitali dell’organismo che devono essere assolutamente garantite (assieme alla funzione alimentare, statica e sessuale).

È stato verificato che le funzioni egemoniche beneficiano di un sistema di rinforzo sul piano muscolare, e infatti la funzione respiratoria si avvale di una muscolatura forte e resistente, in grado quindi di influenzare il sistema muscolo-scheletrico in generale. Tramite la respirazione, possiamo quindi migliorare le nostre prestazioni psicofisiche.

Anche nell’ambito della danza orientale sarebbe quindi importante promuovere la consapevolezza della respirazione durante la preparazione e lo studio della tecnica. Oltre che sorgente del ritmo, è legata anche all’espressività e alla fluidità dei movimenti (“far respirare il movimento”).

Vale la pena segnalare che esiste una “scuola” di danza orientale, la cosiddetta Hilal Dance® o danza egiziana contemporanea, nella quale il respiro riveste un ruolo fondamentale. Questo metodo, infatti, utilizza il respiro come origine del movimento. Ci sono numerosi riferimenti in rete e anche io ho avuto il privilegio di studiare con alcune insegnanti a Bologna e Milano che praticano questo stile molto affascinante e profondamente espressivo.

Nel capitolo 4 della mia tesina Percezione della battuta ho riportato un paio di esercizi di respirazione, da utilizzare durante la lezione per apportare benefici a tutto il corpo e promuovere allo stesso tempo la consapevolezza del ritmo nel corpo. Eccoli qui. Se vuoi sperimenta e fammi sapere che effetti ottieni.


ESERCIZIO 19

Finalità
Tecnica nota da tempo ma resa ancora più diffusa da Anthony Robbins, permette di raggiungere uno stato di relax e distensione, migliorare la chiarezza mentale e la concentrazione, favorendo al contempo l’ossigenazione profonda di tutto l’organismo.

Preparazione
Sistemarsi in posizione supina, con le gambe piegate e i piedi appoggiati vicino ai glutei, braccia rilassate lungo il corpo.

Esecuzione
a)    Si tratta di respirare secondo un preciso pattern ritmico 1-4-2:
– Inspiro per 1 tempo (es. 2 secondi)
– Trattengo per 4 tempi (es. 8 secondi)
– Espiro per 2 tempi (es. 4 secondi)
b)   Ripetere 5 volte questa sequenza.

Focus
– La respirazione dovrebbe essere diaframmatica e non coinvolgere le spalle nel movimento.
– Eventualmente appoggiare le mani sulla pancia per percepire il movimento di apertura in inspirazione e di chiusura in espirazione.
– Inspirare ed espirare dal naso
– L’ideale sarebbe di ripetere l’esercizio almeno tre volte al giorno per 10 volte (eventualmente segnalarlo alle allieve come possibile spunto)

 Varianti
1) Aumentare la durata di ogni fase mantenendo la proporzione 1-4-2 (es. inspiro per 3 secondi, trattengo per 12 secondi, espiro per 6 secondi).


ESERCIZIO 21

Finalità
Denominato Breath Walking, è un altro esercizio di respirazione suggerito da Anthony Robbins. Stimola il sistema linfatico tonificando l’intero organismo. Qualcuno lo ritiene una sorta di “meditazione attiva” in quanto, grazie ai movimenti da eseguire in contemporanea, consente di lasciar andare i pensieri rivolti al passato o al futuro portando l’attenzione al “qui e ora”, aumentando la serenità e la chiarezza mentale.

Preparazione
Disporsi in piedi di fronte allo specchio.

Esecuzione
a) Camminare sul posto sincronizzando la respirazione sui passi: per 4 passi eseguire brevi inspirazioni energiche dal naso (in, in, in, in) e per altri 4 passi eseguire veloci espirazioni dalla bocca (es, es, es, es), per un totale di 8 passi.
b) Ripetere almeno 2 volte in sequenza.

Focus
– La camminata sul posto deve essere abbastanza decisa, dondolando il braccio opposto alla gamba.
– Per evitare una possibile iperventilazione, soprattutto all’inizio, eseguire solo un paio di ripetizioni per  sessione.
– Poiché è un considerato un esercizio energizzante, può essere utile proporlo all’inizio della lezione. Eseguendolo in tarda serata potrebbe causare difficoltà ad addormentarsi.

Varianti
1) Dopo 3 ripetizioni, sincronizzare ai passi e ai respiri alcuni movimenti delle dita delle mani (corrispondenti ai punti dell’agopuntura): ad ogni passo, il pollice della mano sx si unisce a indice, medio, anulare e mignolo della stessa mano (quindi 4 volte) e sull’espirazione ripetere la stessa cosa sulla mano destra.
2) Provare a eseguire l’esercizio camminando nello spazio, prima in cerchio e poi liberamente nella sala.

Chiudo questo articolo dandoti appuntamento a presto per un altro approfondimento dedicato alla ritmica per la danza del ventre!

Anna

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