Primo anno come insegnante di danza del ventre: riflessioni di fine corso

A quasi un mese dal termine dei corsi, ben 3 in altrettante sedi, ancora mi stupisco di quanto ho lavorato quest’anno! E quindi inizio pubblicando una foto con  alcune allieve (il luogo era poco illuminato quindi è leggermente sgranata) … e in fondo trovate un’altra foto.

Luglio 2013 – Io ed alcune allieve!

Allieve anna bosi corso 2012-13

Tornando al tema dei corsi, davvero ce l’ho messa tutta ma ora che mi sto riorganizzando per settembre mi chiedo anche se sia andato tutto bene, se ci siano elementi da mantenere assolutamente anche per il prossimo anno, o vice versa se ci siano cose che avrei potuto fare meglio o magari in maniera diversa.

Così ho buttato giù alcune riflessioni a ruota libera in vista dell’inizio dei nuovi corsi di danza.

Appunti

La parola chiave di quest’anno? Programmazione. E lo strumento più importante? Il mio quaderno.

Per ogni corso mi sono scritta il contenuto e gli esercizi di ogni singola lezione prima della lezione stessa, spesso indicando anche le musiche da usare, e questo mi ha consentito di sfruttare al meglio ogni appuntamento. Inoltre il quaderno mi è venuto in aiuto nei momenti in cui mi ho avuto meno tempo per organizzare le lezioni o mi sono sentita meno in forma…. Assolutamente da mantenere!

Linguaggio

Trovare il giusto equilibrio tra spiegazioni verbali e illustrazione pratica del movimento… per me una prova stimolante e non sempre riuscita. Da migliorare!

Inoltre, e non è certo una mia scoperta, ho potuto sperimentare in prima persona come l’uso di un linguaggio in positivo (evitando per quanto possibile parole come “difficile”, “faticoso”, “problema”, o la stessa espressione “non c’è problema”) contribuisse a distendere l’espressione del volto, creare un clima sereno e invogliare le persone a sperimentare subito i nuovi movimenti.

Squat… e ancora squat!

Ho avuto conferma di quanto la preparazione fisica, intendendo con tutto un insieme di attività di scioglimento, allungamento e potenziamento muscolare, abbia sempre un rapporto diretto con la bellezza e l’armonia dei movimenti. Anche nella danza orientale praticata per puro diletto, senza velleità artistiche o performative. Su questo sono pronta per darci dentro durante l’estate.

A parte gli squat, che adoro, voglio strutturare un sistema ancora più efficace, facile da memorizzare e che eventualmente le allieve possano usare anche a casa.

Ambiente

L’importanza di uno spazio adeguato è fondamentale per l’apprendimento. Accogliente, caldo, gradevole. Scontato? Tutt’altro! Quante volte tra colleghe si parla di palestre o sale con “energia bassa” o poco favorevole?

Mi ritengo fortunata perché nelle sale dove ho insegnato si respira(va) un’aria positiva. A San Matteo, poi, lavoro nel mio studio e modestamente si sta benissimo!

Osservazione

Prestare attenzione alle persone, guardarle con riguardo e ascoltarle con il cuore… non lo si fa mai abbastanza!

Fiducia

Nelle persone, nel corpo umano, nelle risorse insite in ogni allieva. E pazienza. Saper aspettare per poi riuscire a scorgere i miglioramenti, i progressi che immancabilmente arrivano!

Apprezzamento

Valorizzare l’apprendimento, ovvero far notare i cambiamenti in atto, educare le persone a percepire l’evoluzione nel proprio corpo e nella propria danza, gratificare e gratificarsi per i risultati ottenuti.

Una grande soddisfazione quando mi sentivo dire, “Vedi Anna, un mese fa non si muoveva nulla e ora invece riesco a fare il cerchio di petto”. Testuali parole di un’allieva, ma ne ho tanti altri di esempi del genere…

Last but not least… mettersi nei panni delle allieve

Per chiudere un’ultima riflessione, che forse è la più importante. Per me la danza intesa come percorso di apprendimento e crescita è sempre stata una sfida.

Senza stare a elencare tutte le difficoltà che ho incontrato, in sintesi diciamo che i movimenti non mi sono mai venuti naturali, tutt’altro.Quello che so fare, nel bene o nel male, è frutto di impegno, allenamento, ricerca… e anche tolleranza.

Allo stesso tempo, ho incontrato diverse danzatrici che per un dono di natura riuscivano al primo colpo o quasi. Non hanno mai dovuto più di tanto lottare con il proprio corpo per far uscire i vari movimenti, beate loro! Solo che da insegnanti non si capacitavano del perché a chi era diversa da loro le cose NON venissero altrettanto naturali… e magari si spazientivano pure!

Ecco, io mi auguro di riuscire sempre a mettermi nei panni delle allieve e di utilizzare queste mie esperienze “in salita” come stimolo e incoraggiamento a credere nelle proprie possibilità.

Diventare per loro la prova vivente del fatto che esiste sempre un modo per andare oltre i propri limiti in un clima di condivisione, gioia e apertura al nuovo.

Alla prossima!

Con Annalisa Nicoli e il suo gruppo di tribal fusion, con cui ogni tanto collaboro con molto divertimento per tutti!
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