5 spunti dalla tribal fusion… senza tradire la danza del ventre

Quando ho iniziato a praticare danza del ventre e poi per i primi 3-4 anni, mi sono trovata di fronte a una serie di difficoltà tecniche che non sapevo bene come superare.

Avevo un fisico molto sottile e poco tonico (sono tuttora una danzatrice magrolina), solo relativamente coordinata e certamente poco agile. Le braccia vivevano di vita propria e mancavano di grazia, e alcuni movimenti di petto e bacino mi risultavano un po’ difficili da capire e quindi non sapevo bene come eseguirli.

Cercavo di fare del mio meglio per imitare l’insegnante, con risultati variabili. Confesso che a volte mi scoraggiavo perché mi sentivo poco adatta e in alcuni casi ho anche sfiorato l’idea di mollare tutto. Per fortuna non ho ascoltato la vocina negativa e ho continuato lo stesso ad allenarmi e a cercare delle soluzioni.

Quando ho incontrato la tecnica alla base della tribal fusion (TF), frequentando per un paio di anni i percorsi di alcune insegnanti certificate nel format di Suhaila Salimpour, ho capito che mi mancavano alcuni tasselli e che aggiungendo questi allo studio tradizionale con l’insegnante di orientale (anche lei molto tosta), avrei potuto risolvere alcuni tra i problemi tecnici più evidenti.

Non volendo però abbracciare anche lo stile tribal per i motivi che ti spiego in fondo, ho selezionato solo gli elementi più utili per il mio percorso di danza orientale. Poi li ho adattati compatibilmente alle mie abilità per usarli anche con le allieve, facilitando il lavoro di apprendimento dei movimenti, creando un vocabolario comune e aiutando le ragazze a migliorare i propri risultati (ovviamente in base al punto di partenza di ciascuna).

Come inserire la tecnica della tribal fusion nella propria danza

La tecnica fusion non è l’unica disponibile e non devi studiarla per forza, o lanciarti a tutti costi nella tribal, se vuoi raggiungere un livello tecnico elevato. Per fortuna la danza orientale si è molto evoluta in questi anni anche grazie alla diffusione di metodi più rigorosi e di insegnanti che non si sono accontentate di insegnare le solite due cose, ma hanno cercato di abbinare lo studio dei movimenti tradizionali con le nuove conoscenze e le innovazioni proposte da altre discipline.

Quindi usa la traccia che ti do qui di seguito per verificare se questi elementi fanno parte della tua pratica oppure no, che sia di tribal fusion o orientale pura.

Se hai alcuni problemi tecnici, è probabile che lavorando con gli spunti che ti propongo alcuni pezzetti andranno a posto da soli. Da soli si fa per dire, perché qui si tratta di esercitarsi con continuità, dandoci dentro senza esitazione.

Come dice la vignetta qui sotto, “se alla fine dell’allenamento sei ancora una bella gnocchetta, molto probabilmente hai battuto la fiacca!”

Allenamento-danza-orientale-tribal-fusion1. Warm-up intensivo e potenziamento muscolare

La routine di inizio lezione nella TF è molto intensa e certamente più impegnativa di quella che si fa in una normale lezione di danza del ventre.

Vai a lavorare su tutta la muscolatura, allungando e rafforzando in particolare la zona lombare, che nella nostra danza è spesso sottoposta a stress. Alcuni esercizi, se praticati regolarmente, ti cambiano proprio la struttura fisica.

A livello pratico, se mi alleno da sola eseguo tutti gli esercizi che mi sono stati insegnati, se sono con allieve modifico alcune cose in base al loro livello. Il concetto di base, comunque, è che senza un fisico ben allenato, robusto e contemporaneamente flessibile… si va poco lontano con la danza.

2. Lavoro sui glutei

Nella TF, le contrazioni alternate dei muscoli dei glutei sono usate principalmente per creare gli shimmy e tutta una serie di movimenti tra cui quadratini o circoli di bacino, hip drop, hip lift ecc., evitando il più possibile l’uso delle ginocchia. Se non sai di cosa sto parlando guardati il video alla fine dell’articolo.

Questo è forse il tratto più distintivo del format, che normalmente fa penare tutte le ballerine perché all’inizio non si muove nulla. Esercitandosi regolarmente i glutei cominceranno a dare segni di vita e pian piano assisterai a un progressivo rassodamento… un valore aggiunto non da poco!!

Dal punto di vista della danza, la qualità dei movimenti cambia a seconda che si usino solo glutei oppure anche le ginocchia. Quindi per rimanere fedeli allo stile orientale, le contrazioni di glutei vanno usate con moderazione.

In ogni caso, il concetto base è che comunque i glutei forti e attivi sono fondamentali per rendere i movimenti più nitidi e potenti, per migliorare l’equilibrio e per aiutare le vibrazioni in camminata. Basti pensare al fisico dei ballerini di danza classica o moderna.

3. Isolazione dei movimenti

Grazie a questo principio ho potuto capire come funzionavano alcuni movimenti che non mi erano chiari e che a volte eseguivo in maniera “casuale”.

Nella TF infatti tutti i movimenti e passi vengono scomposti in micro pezzettini e di ciascuno si attivano i singoli muscoli che ti servono per crearlo tramite specifiche contrazioni. Ad es. il quadrato di petto viene scomposto in 4 punti, prima li lavori a due a due, poi “unisci i punti”.

Il concetto base è che di ogni movimento devi sapere esattamente da dove iniziare e che parte del corpo far lavorare. Impari a sentire e gestire muscoli e articolazioni che all’inizio manco ti immaginavi di avere.

Un esempio per tutti, le famigerate snake arms. Con la filastrocca “spalla – gomito – polso – nocche nocche” che ormai conoscono anche i muri del mio studio, le onde di braccia smettono di essere un mistero accessibile solo a poche “elette”, ma diventano chiare a tutte perché finalmente si sa con esattezza come si creano.

E così via, con una “filastrocca” verbale e corporea per ogni quadratino o circolo. A quel punto, quando devo spiegare nuovi movimenti alle allieve ho elementi molto precisi per farlo, e vedo che tutte imparano la base in poco tempo… e poi si lavora per perfezionare.

4. Pulizia dei movimenti

Questa è una diretta conseguenza del lavoro di isolazione dei movimenti. Infatti con uno studio così preciso e rigoroso impari a muovere solo i muscoli direttamente interessati dal movimento, evitando di attivare muscoli non necessari e arrivando a controllare quei movimenti involontari e inutili che sfuggono alle ballerine dilettanti di danza del ventre.

5. Sovrapposizione (o layering) di movimenti

I layering così tipici della TF, ovvero l’esecuzione simultanea di più movimenti ciascuno eseguito a un tempo diverso (es. contrazione dei glutei destro/sinistro in contemporanea al quadratino di petto, da ferme oppure su una camminata semplice), sono tanto complicati quanto utilissimi per aumentare il controllo del proprio corpo. Inoltre sono gustosi per la mente e ti tengono sveglio il cervello, perché assomigliano a dei rompicapo.

All’inizio ti senti un po’ Frankenstein, soprattutto perché ciò che si deve muovere resta immobile, e ciò che deve rimanere neutrale si attiva con gesti inconsulti, risultando in un totale pasticcio. Col tempo però le cose migliorano e puoi ovviamente creare combinazioni più complicate, non tanto per inserirle nella danza a mo’ di vuoti artifici scenici, quanto per aumentare la tua destrezza e agilità.

Il senso è proprio quello di dare stimoli insoliti al corpo e al cervello per aiutarli ad affrontare problemi “complessi”, trasformando queste apparenti stranezze in movimenti sempre più semplici e naturali. Infatti il bello è che più aumenti la padronanza del tuo corpo, più diventi libera di fare ciò che vuoi!

E per concludere… c’è un però!

Visti questi utilissimi 5 punti, devo però farti presente un aspetto fondamentale che riguarda l’applicabilità di questa tecnica alla danza orientale.

Per la mia esperienza, infatti, la tecnica fusion non va sempre bene per la danza del ventre più tradizionale.

Sembra una contraddizione con quello che ho scritto prima, in realtà non lo è.

L’uso di questa tecnica, e in particolare il metodo delle contrazioni (soprattutto quelle dei glutei) influisce sulla qualità dei movimenti, ovvero sulle caratteristiche tipiche di questi stessi movimenti, dando loro una natura diversa, spesso un aspetto proprio diverso.

Non a caso, in effetti, il format di Suhaila ha stimolato la nascita di un nuovo stile, quello della tribal fusion, che si ispira alla danza orientale ma che in realtà se ne discosta un bel po’, mescolandolo con altri stili e inserendo tantissime modifiche.

Quindi se vuoi rimanere all’interno dello stile tradizionale di derivazione egiziana, devi approfondirne il vocabolario di base, l’interpretazione, la stilizzazione che lo contraddistinguono.

La TF pura per ballare un baladi o un saidi non è proprio corretta, secondo me. La forma influenza il contenuto!

Però questa tecnica è estremamente valida se considerata come set di strumenti per:

  • Tonificare e potenziare la muscolatura
  • Aumentare la coordinazione degli arti
  • Conoscere e usare meglio il proprio corpo
  • Realizzare movimenti più precisi, nitidi e fluidi
  • Aumentare il bagaglio di movimenti a propria disposizione

Nel mio caso, fa parte del “cassetto degli attrezzi” che uso per la mia preparazione e per il lavoro con le allieve, a seconda delle esigenze e degli obiettivi che mi prefiggo.

Può essere utile anche per te?

Ed ecco il famoso esercizio di “glute squeeze” direttamente da Suhaila!

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