Come sbloccare la creatività anche se ti sei sempre sentita negata!

Che brutta sensazione, avere zero fantasia

Per i primi 5-6 anni di studio della danza orientale sono stata incapace di creare qualsiasi cosa. O per lo meno, mi sono sempre ritenuta priva di immaginazione.

Non sapevo creare coreografie, men che meno piccole combinazioni. Mi mettevo davanti allo specchio e pouf… il vuoto totale!!

Ammiravo la facilità e la velocità con cui le mie amiche e colleghe riuscivano a improvvisare delle loro sequenze coreografiche, anche a partire da pochissimi elementi.

Quando arrivava il mio turno, sembrava che mi fossi dimenticata qualsiasi passo o movimento di questa danza. Come se non l’avessi mai studiata. Non avevo fantasia, non mi usciva nulla.

Da alcuni anni a questa parte, invece, è proprio tutto cambiato. Mi vengono continuamente nuove idee su come poter unire i movimenti tra loro, su come poter creare qualcosa su una certa musica.

Anzi, a volte le combinazioni mi arrivano molto più velocemente della mia capacità di realizzarle, fissarle o trascriverle 😀

Che cosa ha sbloccato la mia creatività?

Ti sembrerà strano, ma questo cambiamento positivo non è esattamente tutto merito mio. Al contrario, buona parte di esso è da attribuire alle mie allieve. O per meglio dire, al fatto di avere delle allieve.

Ovvero delle persone che, apprezzando il mio lavoro, si sono affidate a me per vivere questa avventura con la danza del ventre. Occuparmi della loro formazione è stato un potente attivatore della mia creatività.

La responsabilità della crescita di queste aspiranti danzatrici ha fatto sì che la mia mente, così come il mio essere e la mia personalità, si aprissero per trovare le strade migliori per aiutarle nel loro percorso.

“No pressure no diamonds”. Un po’ di pressure, tanti diamonds 🙂

Per rendere la lezione più divertente, più piacevole, più efficace dal punto di vista didattico è infatti fondamentale mescolare subito tra loro i vari passi e movimenti studiati.

E così ho iniziato pian piano con abbinamenti molto semplici, quasi “automatici”, per poi arrivare a renderli un po’ fantasiosi e articolati.

Ogni volta mi presento a lezione con qualche sequenza nuova. Ovviamente faccio in modo che le combinazioni proposte siano chiare, comprensibili, sensate… ma anche e soprattutto belle da danzare e da vedere!

Devono fin da subito gratificare il gruppo di allieve, nel senso che devono dare la sensazione che stiamo facendo progressi. Ad ogni appuntamento aggiungiamo un tassello, impariamo qualcosa di nuovo e diventiamo sempre più sicure delle nostre capacità.

Con questo metodo di lavoro anche l’allieva “primi passi” trova soddisfazione e si motiva. Questo perché da un lato è libera dall’impegno di dover imparare una coreografia (spesso psicologicamente scoraggiante), dall’altro è stimolata a proseguire il percorso grazie a un lavoro che non è solo puramente tecnico ma emotivamente piacevole.

Poi non entro nel merito dell’utilità didattica delle sequenze, perché l’elenco dei benefici è pressoché infinito.

Chi altri mi ha ispirato questo approccio?

Oltre alle mie allieve, sicuramente devo dare credito a due importanti danzatrici che ora ti presento. Esse mi hanno aiutato a comprendere il valore di questo metodo di lavoro, in particolare dimostrandomi che funziona, e anche molto bene.

1) JAMILA ZAKI

Notissima Master Teacher milanese, ho seguito con lei il percorso di “Formazione per insegnanti di danza orientale” nell’estate 2012. Proprio Jamila è stata la prima a farmi riflettere consapevolmente sull’importanza di mescolare fin da subito i movimenti, partendo sin dalla prima lezione, anche con un gruppo base.

Ho preso questo suo input e come ti dicevo prima ho iniziato pian piano a metterlo in pratica e perfezionarlo ad ogni corso. Chiaro che gli attuali 5 anni di esperienza si sentono e fanno la differenza.

2) TERESA TOMAS

Altra danzatrice importantissima per me, a livello umano e artistico, vive e lavora a Valencia. Nei limiti del possibile, quando viene in Italia per un seminario cerco di partecipare perché ogni volta traggo tanta ispirazione come danzatrice e insegnante.

Durante l’intervista che le ho fatto un paio d’anni fa, Teresa ha pronunciato queste parole che per me restano scolpite nella pietra

La inspiracion surge del trabajo

Ovvero, avere un impegno nei confronti di qualcuno (allieve, insegnanti, pubblico per gli spettacoli…) ti porta a ricercare il meglio, a darti da fare, a trovare le migliori soluzioni.

E più lavori, più scopri nuove idee e possibilità. Non esiste ispirazione nata dal nulla. Di nuovo, no pressure no diamonds 🙂

E adesso?

Attualmente posso inventarmi delle sequenze direttamente a lezione, se voglio e se lo ritengo utile per quel dato momento. Ovvio che preferisco sempre preparare tutto prima, ma è solo per darti un esempio di come certi cambiamenti apparentemente impossibili avvengono.

Poi fa conto che ho creato intere coreografie per spettacoli (per me o per le allieve), insomma proprio un altro pianeta rispetto ai primi anni di danza trascorsi all’insegna dell’insicurezza e della bassa autostima.

Lo so benissimo che a volte queste storie di trasformazione “da brutto anatroccolo a cigno” sono pompate (per non dire inventate) per pura finalità di marketing. Non che sia sbagliato, diciamo che nel mio caso non ho dovuto inventare niente, perché è proprio così che sono andate le cose!

Bene, ti aspetto a settembre per la ripartenza del corso di danza nel mio studio a S.M. Decima in provincia di Bologna. Per info sono qua.

Alla prox,

ANNA

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