Video intervista a Teresa Tomas (2°) – Come sviluppare tecnica e creatività

Mi accorgo ora che non avevo ancora pubblicato sul blog il seguito dell’intervista che ho fatto a febbraio 2015 all’insegnante e performer di danza del ventre Teresa Tomas.

                                    Io e Teresa – Febbraio 2016

Proprio sabato 24 novembre 2017 Teresa sarà a Bologna per un altro appuntamento di studio, al quale non mancherò, per affinare la mia cassetta di attrezzi come persona e insegnante.

Bene, 2 anni fa ho appunto fatto una chiacchierata molto interessante con Teresa su temi cruciali per noi danzatrici quali il talento, l’ispirazione, la preparazione tecnica ecc…

Io sono moooolto più vecchia di lei, ma lei è mooolto più esperta di me su queste tematiche 🙂 Volevo ampliare la mia visione e al contempo offrire consigli utili e interessanti anche ai miei lettori.

Bene, da questa chiacchierata è emerso un video di una mezz’ora (in spagnolo sottotitolato in inglese), che ho diviso in 3 parti.

Qui trovi la parte 1: https://bellydancedojo.wordpress.com/2015/11/02/video-intervista-a-teresa-tomas-1-maestra-ispiratrice-e-ispirata/

In questo video c’è la SECONDA parte dell’intervista!

Sarò sempre grata a Teresa per la sua grande disponibilità a raccontarmi un po’ di sé, e soprattutto per avermi fornito così tanti spunti preziosi.

Ecco quindi una traduzione in italiano dell’intervista, per chi preferisce leggere. Io la trovo davvero interessante.

A: Lavori tantissimo come insegnante, in Spagna e all’estero. Quali sono i tuoi obiettivi come insegnante, e che cosa ti piace di più di questo lavoro?
T:
Come insegnante, voglio far sì che le mie allieve siano contente in ogni lezione. Riuscire a farle sentire a proprio agio nella danza, a prescindere dagli obiettivi di ciascuna. Ho allieve di ogni tipo. Ho allieve che vogliono diventare professioniste, ho allieve che vogliono danzare un’ora alla settimana e sono già soddisfatte, altre che voglio semplicemente fare un po’ di esercizio e tenersi in forma.

Ritengo che un bravo insegnante debba essere in grado di adattare la danza ad ogni obiettivo, ad ogni allieva. Penso che non esistano le “cattive allieve”, e il mio più grande obiettivo come insegnante è fare in modo che si divertano, che stiano bene quando danzano.

Come insegnante ci sono 3 concetti in cui credo. Appoggio la flessibilità al posto della rigidità, la libertà al posto del dogmatismo, e la gioia e l’auto-accettazione al posto della frustrazione.

A: Sei molto conosciuta in particolare per la tua tecnica molto solida e per la tua grande espressività nella danza. Puoi darci qualche suggerimento su come raggiungere questi stessi risultati, anche se ovviamente noi non siamo Teresa?
T: Beh, per sviluppare una tecnica chiara ho trovato grande beneficio da una tecnica sviluppata da un’insegnante tedesca. Si chiama metodo Estoda, si tratta di un metodo molto didattico, molto matematico, molto strutturato. Mi ha aiutato a isolare e comprendere i singolo movimenti. Questo per quanto riguarda la tecnica, ovvero l’allenamento, l’isolamento dei movimenti.

Per quanto riguarda l’espressività, credo che la cosa più importante sia di avere un messaggio autentico. È proprio una questione di onestà.  Dopo entrano in gioco la tecnica, l’espressività teatrale che ti possono insegnare i vari maestri in questo ambito. Ma soprattutto credo che la base per una buona espressività sia di avere un messaggio onesto, l’autenticità come persona. Esse oneste con se stesse e avere un messaggio vero, questo è ciò che conta quando danzi.

A: C’è una cosa che mi colpisce ai tuoi seminari. Mi rendo conto che ci proponi ogni volta combinazioni nuove, inedite, originali al punto da chiedermi “come ho fatto a non pensarci prima?”. E quindi, come possiamo fare, come possiamo studiare o prepararci per sviluppare anche noi questa creatività?
T: Penso che la creatività, come tutto il resto, sia semplicemente una questione di lavoro. Bisogna dedicarci del tempo. Ad esempio, a volte mi è capitato di non sentirmi particolarmente ispirata, però magari avevo un obbligo, dovevo comunque creare qualcosa, una coreografia, un seminario… avevo questo impegno. Bene, poco a poco, lavorandoci, alla fine la creatività e l’ispirazione sono emerse. Pertanto credo che il lavoro sia fondamentale. L’ispirazione nasce dal lavoro!


Che ne pensi di questi concetti? Per me sono fantastici!

A presto per l’ultima puntata!

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