Un rimedio naturale contro la bassa autostima

A quale insegnante non è capitato nel corso della propria carriera di incontrare un’allieva (o anche più d’una) che durante la lezione si lasciasse andare a momenti di frustrazione?

Hai presente commenti del tipo:

– Non sono capace
– Ah sì, questo è il movimento che non so fare
– Questo passo non mi è mai venuto
– Non ci riesco
– Sono negata per questo movimento

ecc. ecc.

Mai sentite queste frasi?? Io sì, e confesso di averle pronunciate anche come allieva, talvolta.

Questo atteggiamento è normale, comprensibile, umano ecc…

MA va fermato all’istante!

Intanto una lezione di danza ha una durata circoscritta e il tempo deve essere usato al meglio. Se comincio a dedicarlo a discorsi modello “alcolisti/ballerini anonimi” purtroppo resto indietro col programma.

Tempus fugit… e chi ce lo restituisce poi??

Più che altro, però, sfogarsi durante la lezione non è la strada migliore perché non risolve il problema. Dopo esserti sfogata non è detto che starai meglio.

Anzi, sarai ancora più convinta delle tue idee perché parlarne non fa altro che rafforzare le tue convinzioni. Le parole creano la realtà, che tu lo voglia o meno.

Quindi, a differenza della maggior parte della gente che ritiene positivo lasciar sfogare ed esprimere le persone su quello che gli passa nella testa, io penso invece che la soluzione a questo problema sia molto diversa. Ovviamente in riferimento alla lezione di danza.

Vuoi una strategia semplice ma super efficace per risolvere il problema dell’autostima?

Te la do io. Continua a leggere “Un rimedio naturale contro la bassa autostima”

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Come tenere a bada i rischi di una performance in una location alternativa

Ovvero, Fantozzi mi fa un baffo!

Esibirsi in un’occasione non esclusivamente dedicata alla danza magari assieme ad altri artisti, o in una location insolita per questo tipo di arte, può essere molto interessante e divertente, perché ti può dare la possibilità di emergere e ottenere una buona visibilità… soprattutto se sei l’unica danzatrice della serata.

Allo stesso tempo però, portare la danza in un luogo “alternativo” può essere molto rischioso, perché potresti da un lato trovare condizioni logistiche difficoltose, dall’altro incontrare organizzatori impreparati, senza la più pallida idea di quello che ti devono fornire per il buon funzionamento della tua performance. Oppure entrambi, come è molto probabile.

Pertanto, se ti dovesse capitare un’occasione del genere, stai molto attenta a quello che leggerai in questo articolo.

Con la scusa di raccontarti alcuni aneddoti “fantozziani” da me personalmente vissuti in occasione di alcune esibizioni, vorrei farti drizzare le antenne su alcuni elementi tecnici che devi verificare prima di dire di sì a una proposta di esibizione, proprio per evitare che tu commetta i miei stessi errori… rischiando di mandare a monte tutta la performance e intere settimane di lavoro!

Dilettanti allo sbaraglio…

Poco tempo fa ho partecipato a una specie di “raduno di artisti” a un circolo di Bologna, sicuramente pensato con le migliori intenzioni e anche interessante a livello di idea generale. Purtroppo però era organizzato in maniera così approssimativa che ho rischiato per ben due volte di rinunciare all’esibizione (e forse avrei dovuto farlo, se non altro per protesta rispetto al trattamento ricevuto).

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Incontrarsi intorno a una passione – La danza del ventre incontra la poesia a Bologna!

Condivido con molto piacere questa rassegna artistica in programma a Bologna da febbraio a maggio 2016, alla quale ho l’onore di partecipare per il secondo anno consecutivo come rappresentante della danza del ventre.

Una manifestazione sostenuta dal Quartiere San Donato di Bologna, creata innanzi tutto dalle donne e per le donne. La mente ideatrice di tutto è la mia amica poetessa e scrittrice Serenella Gatti Linares 🙂

In realtà la partecipazione alle performance è aperta a tutti coloro che hanno una passione da condividere, dalla poesia alla creazione video alla musica al teatro… fino ai graffiti e ai tatuaggi.

Io danzerò il 23 febbraio 2016, la serata inaugurale, dalle ore 18.00.

Esci dal lavoro e raggiungici per assistere ai recital… e consumare un aperitivo in relax!
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7 errori che rovinano la tua immagine di danzatrice!

Questo articolo è rimasto quasi un paio d’anni tra le bozze, e sinceramente non sono mai stata molto convinta di pubblicarlo. Mi sembrava che fosse inutile, ridondante, non necessario…

Ma, dopo aver letto su Facebook l’ennesimo post sboccato e aggressivo scritto da una delle (presunte) insegnanti più importanti di danza del ventre d’Italia, ho pensato che forse questi concetti non sono poi così scontati.

Status-facebook-post-immagine-personale

Il fatto che ci sia Facebook, e con esso la possibilità di pubblicare più o meno qualsiasi cosa senza filtri, non significa che sia opportuno farlo. Così come il fatto che un’auto ha il finestrino non significa che tu possa automaticamente abbassarlo e gettare fuori una cartaccia!

Ti torna il concetto?

Quindi, se ti occupi professionalmente di danza del ventre dovresti renderti conto che la tua immagine social è molto importante.

Che tu sia performer o insegnante o tutte e due, in quanto professionista diventi anche un personaggio pubblico. E non intendo solo su Facebook, ma anche nella vita reale!

Forse non sei famosissima (o magari sì!), ma ci sono comunque persone che ti seguono, che leggono quello che scrivi, e sicuramente appassionate di danza meno esperte di te che ti prendono a modello o esempio.

Non pensi che il fatto di avere un ruolo pubblico sia una responsabilità? Secondo me è una enorme responsabilità! Nei confronti dei tuoi fan, delle allieve dei tuoi corsi di danza del ventre, ma anche nei confronti di chi ti scrittura come ballerina o del pubblico che assiste ai tuoi spettacoli.

Curare la tua immagine non vuol dire piacere a tutti. Non è questo l’obiettivo, anche perché è irraggiungibile. E se lo fosse non sarebbe un bel segno, perché probabilmente significherebbe che in realtà non ti conosce nessuno.

E non significa nemmeno utilizzare sempre un tono “politically correct”, ovvero scrivere in maniera compiacente o ruffiana. Io non lo sto facendo in questo momento, al contrario sto denunciando un comportamento poco utile che vedo spesso in colleghe che non si rendono conto che esiste una linea di divisione tra la sfera privata, e la sfera pubblica o social.

  • Curare la propria immagine pubblica significa fare in modo di alzare il proprio standard personale, sviluppare una propria personalità (artistica, didattica, umana…), acquistare autorevolezza fino a diventare un punto di riferimento per un gruppo di persone.

Certamente questo non significa essere sempre “splendide” fino a sembrare finte. Siamo umane, possiamo avere dei problemi oppure sentirci infastidite da qualcosa, e a volte è giusto dare voce pubblicamente a questi sentimenti. Ma come lo facciamo?

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Si può imparare una coreografia dopo soli 2 mesi di corso di danza?

Quand’è il momento giusto per la prima esibizione di danza?

Dopo appena due mesi di danza del ventre, un’allieva è pronta per salire su un palco ed esibirsi?

Lascia che ti spieghi l’antefatto. Situazione di vita vissuta. Ad aprile di quest’anno vengo contattata da alcune ragazze interessate a iniziare un corso di danza del ventre. Un po’ tardino per il normale calendario dei corsi, ma perché no?

Riesco a trovare la serata e l’orario adatto a tutte, e cominciamo a lavorare. Trascorso il primo mese, si pone la questione del saggio di fine anno.

Dilemma: farle danzare oppure no?

Coreografia-super-principiantiEffettivamente non era una decisione da prendere alla leggera. Un paio di loro sapevano già muoversi un po’ perché avevano studiato con me in altre occasioni, ma per alcune era il primissimo corso in assoluto!

Dopo solo poche lezioni non volevo metterle in una situazione complicata. Allo stesso tempo non mi andava di escluderle da una fase importante e divertente di qualsiasi corso di danza.

Penso un po’ e al volo decido: si fa!

Quasi casualmente trovo una musica che mi conquista subito (“Yalla” del cantante iraniano Arash), perfetta per l’occasione.

Ci creo una coreografia semplice ma molto coinvolgente e la insegno nel secondo (e ultimo) mese di corso prima del saggio.

Da quel momento la portiamo in giro in varie occasioni, certamente con alcune imperfezioni ma con molto divertimento da parte di tutte.

E così sono lieta di presentartela!

YALLA – ovvero la coreografia dei 2 mesi!!

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